Risulta vincitrice Giulia Vitelli della classe 5 sA (circ. 250)

POLITICA, DEMOCRAZIA, MASS-MEDIA

Il potere è un fenomeno presente in ogni ambito sociale. Consiste nella capacità  di ottenere cambiamenti, di influenzare singoli individui o gruppi di persone. In contesti interpersonali però, viene identificato con la capacità di modificare il comportamento dell’altro e proprio per questo non può essere definito in un oggetto o un’entità, bensì in un rapporto necessariamente tra due individui o gruppi di persone.

Il filosofo Foucault ha riconosciuto in questo un importante carattere persuasivo, tanto che fin dall’infanzia iniziamo a renderci conto di quanto la società sia influenzata dai rapporti di potere, anche nelle piccole cose. In modo particolare dai cosiddetti rapporti posti alla base del potere identificato con la “p” minuscola che, ancor più dello stato, governa la società.

Al contrario dell’approccio meramente teorico di giuristi e filosofi come Foucault, la sociologia politica si interessa maggiormente alla tematica legata al potere indagato in chiave descrittiva e concreta, studiando a livello pratico le analogie e le differenze insite in ogni rapporto di potere nei diversi periodi storici e nelle diverse aree del mondo.

Ciò che interessa il sociologo Weber è però  il grado di successo che i diversi metodi mostrano. Nel caso di un potere legittimo l’obbedienza alla legge avviene in maniera spontanea, comportando risultati più duraturi, mentre nel caso di un potere illegittimo il risultato è discontinuo e coatto, condizionato quindi dall’uso della forza.

Una forma di potere imposto è, senza ombra di dubbio, rappresentato dai regimi totalitari, che alla fine della prima guerra mondiale si affermano, mossi dalla richiesta di sicurezza avvertita dai cittadini scossi e segnati dalla devastazione. Questa forma di stato è caratterizzata dal monopolio del potere e di conseguenza dei mezzi di comunicazione, utilizzati esclusivamente come propaganda politica, al fine di orientare il cittadino ed affermare in lui gli ideali del  regime come massimi valori, esempi da seguire, distraendo e ingannando le masse. Parallelamente alla gestione dell’informazione, avviene spesso anche la censura di testi e giornali di coloro che sostengono idee differenti da quelle del partito al fine di precludere al lettore la possibilità di sviluppare un proprio pensiero critico riguardo ciò che legge.

Con l’avvento dei grandi mezzi di comunicazione il fenomeno  si fece più consistente e di portata più ampia. In particolare, alla fine dell’Ottocento, Guglielmo Marconi realizzò la prima trasmissione senza fili e attorno agli ’20 del secolo scorso, la radio iniziò ad essere utilizzata per scopi militari. Il suo utilizzo si intensifica durante il fascismo, quando Mussolini  si serviva di altoparlanti per diffondere gli ideali del partito nelle piazza e nei luoghi affollati.

L’uso dei mass-media per legittimare il proprio potere diventa inarrestabile quando, dopo la nascita del cinema per opera dei fratelli Lumière nel 1885, nasce la televisione. Quest’ultima, in un primo momento era monopolio dello stato e svolgeva un ruolo ben preciso, ossia quello di istruire, educare e divertire il proprio pubblico. Con il passare del tempo però, in Italia la televisione divenne in parte gestione di privati, interessati principalmente ad intrattenere gli spettatori ormai divenuti  sempre più passivi e succubi degli insistenti messaggi mediatici.

Nella società contemporanea però, ciò che sicuramente condiziona il nostro modo di pensare, di agire o i nostri interessi in generale, più di tutto, è Internet. A causa dell’utilizzo compulsivo di questa piattaforma, dei vari social network, soprattutto da parte di quella che viene definita da Bauman generazione Z, si è costantemente aggiornati su ciò che avviene dall’altra parte del mondo. Proprio per questo il sociologo McLuhan parla spesso di villaggio globale in cui le distanze sono drasticamente accorciate e non esistono limiti nelle comunicazioni e nello scambio di merci e di informazioni.

Al contrario di come si pensa spesso, la propaganda politica non è un fenomeno legato esclusivamente ai regimi. Infatti, viene ampiamente utilizzato anche in paesi democratici “[…] se la manipolazione dei comportamenti sociali è alla base dei regimi totalitari, tuttavia le moderne democrazie non sono affatto immuni da essa”. Non sempre però questo fenomeno comporta dei risultati negativi. Proprio a riguardo lo studioso Bernays “si mostrava addirittura fiducioso nella funzione positiva che la manipolazione di masse assume in una società democratica rappresentando essa, a suo modo di vedere, uno strumento efficace per garantire il mantenimento dell’ordine sociale ed evitare il caos…”.

I mezzi di comunicazione di massa non solo vengono ampiamente utilizzati nelle moderne democrazie, ma concorrono a diffondere il fenomeno definito democratizzazione che sempre più sta prendendo piede negli ultimi anni. Le rivoluzioni attuali avvengono proprio tramite l’utilizzo dei social network e di internet nel diffondere l’idea che la miglior forma di governo sia proprio il governo del popolo. Altri fattori determinanti nella diffusione del modello politico occidentale negli stati medio-orientali sono sicuramente la religione e la crescita del ceto medio. Molti studiosi si sono chiesti però, se sia corretto imporre un modello politico come quello democratico in aree del mondo così diverse per cultura e tradizione o se si tratti esclusivamente di un atteggiamento eurocentrico, o ancora di speculazione e copertura rispetto ad interessi economici e politici ben diversi.

Nonostante questa crescita di consensi è impossibile non tener conto di un fenomeno paradossale. Nei paesi come l’Italia , in cui la democrazie è ormai affermata da tempo, crescono il malcontento e le critiche e soprattutto cresce il numero di coloro che si astengono dall’andare a votare. L’astensionismo rappresenta un indice di sfiducia, legata da una parte al fatto che i cittadini non credono che i politici tutelino i loro interessi, dall’altra, come osserva Sartori, allo scontento della minoranza.

In antichità l’attività politica si svolgeva nei grandi fori, in cui ci si serviva dell’arte della parola per persuadere l’ascoltatore. Ai tempi d’oggi, avvenendo su Facebook e su Twitter, sembra contare di più la scelta del carattere di scrittura, delle emoticon e di slogan accattivanti. Questo comporta dei rischi. Sempre più gente si fa abbindolare, crede a notizie false o poco attendibili. Nell’era dei mass-media quindi, ad attirare l’attenzione sono le cosiddette proposte populiste che colpiscono l’irrazionalità e i sentimenti del cittadino.

Se da una parte quindi la manipolazione dell’opinione pubblica da parte di chi detiene il potere può garantire pace e giovare all’equilibrio interno di uno stato, dall’altro la forma di stato che si prevede prenda piede maggiormente è quella di tipo carismatico, che non necessita di legittimare il proprio potere in nessun modo. Come un fuoco di paglia esso si afferma velocemente ed altrettanto velocemente si conclude, ma non occorre sottovalutarlo, Questo significherebbe ricadere nello stesso errore avvenuto in passato che ha dato vita al fascismo in Italia.

Giulia Vitelli 5sA